#TuttiSoccorritori
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Presentazione

Cari amici,

SOS MEDITERRANEE è innanzitutto la storia di una mobilitazione civile europea senza precedenti messa in moto dalla situazione inaccettabile che si verifica nel Mediterraneo. Quando abbiamo intrapreso il progetto un po’ folle di noleggiare una nave e lanciarci in operazioni di soccorso marittimo, non ci eravamo imposti nessun orizzonte temporale. Il nostro obiettivo era di salvare delle vite in mare, mettendo la professionalità dei soccorritori del mare al servizio di una volontà cittadina. Una sola vita salvata sarebbe bastata a giustificare tutti questi sforzi. Non era stato preso in considerazione però quanto lo slancio dell’indignazione e la solidarietà ci avrebbero fatto andare avanti. Da 5 anni, la mobilitazione civile a terra salva delle vite in mare.

Perché senza l’impegno e la partecipazione di decine di migliaia di cittadini in tutta Europa non avremmo potuto noleggiare l’Aquarius e poi la Ocean Viking per portare soccorso a questi bambini, donne e uomini che fuggono dalla Libia su imbarcazioni di fortuna.

Salvare, proteggere, testimoniare sono i pilastri della nostra azione. Mentre in mare le operazioni di salvataggio continuano, a terra la mobilitazione civile di SOS MEDITERRANEE si è via via strutturata e le azioni di sensibilizzazione si sono moltiplicate. Sono nate quattro associazioni in Italia, Germania, Francia e Svizzera, e gruppi di volontari si sono mobilitati in tutta Europa per portare l’attenzione sul dramma che si sta verificando in mare e per smuovere gli Stati dalla loro inazione.

Dall’inizio del 2020, un altro tipo di dramma umano infuria a terra, il contagio mondiale causato dal Covid-19. Gli Stati e i cittadini hanno mostrato notevoli esempi di cooperazione durante la crisi del COVID-19, rispettando il dovere di assistenza e dimostrando solidarietà verso gli operatori sanitari.

Nel frattempo, però, in mare assistiamo a un crescente restringimento dello spazio umanitario nel Mediterraneo centrale, con un disimpegno senza precedenti degli Stati europei nel campo della ricerca e del soccorso e una palese mancanza di coordinamento da parte degli Stati. Le imbarcazioni in difficoltà che rischiano di naufragare in mare sono lasciate al proprio destino. Il rispetto del diritto internazionale e il dovere di prestare assistenza in mare e a terra rimangono una responsabilità condivisa da tutti gli Stati europei, soprattutto in tempi di crisi.

A causa delle misure di contenimento della pandemia, #AllRescuers diventa #AllRescuers 2.0: agli eventi rinviati si aggiunge una «photo-call» per mostrare l’impegno dei cittadini, in Europa e non solo, per ricordare che ieri, oggi e domani, a terra e in mare, la priorità è salvare vite umane.

A terra, come in mare, la solidarietà salva vite umane.

Siamo #TuttiSoccorritori